Desidero iscrivermi alla newsletter, dichiaro di aver letto le vostre disposizioni in materia di privacy e dò il consenso al trattamento dei miei dati

iscriviti         cancellati


Ricerche nel sito TdF

Presentazione

Web Master
Richiedi un numero omaggio della rivista
Contatti
 
TdF aderisce a:

puntino Antefatto e Sentenza
puntino Questionario
puntino Sommario Rivista
puntino Editoriali
puntino Elogio della Follia
puntino Archivio Rivista
puntino Appunti di viaggio
puntino Articoli
puntino Agenda
puntino Dossier

DIVIETO D'INFANZIA

Chiara Gazzola
[ 24 Aprile 2019 ]

ADHD, DDDU... sono solo due sigle che oggi troviamo “appioppate” ad alcuni ragazzini nelle scuole italiane e americane. Esse rappresentano due diverse classificazioni depressive le più eclatanti di cui, pare, siano affetti molti dei nostri scolari nella scuola pubblica italiana.
Ne parla ed approfondisce l'argomento Chiara Gazzola nel suo libro “Divieto d'infanzia – Psichiatria, controllo, profitto” edito da Biblioteca Franco Serrantini (Pisa 2018, pp. 94, 10 euro).
L'autrice ci accompagna alla scoperta di una scuola dove, sempre più, i ragazzini vivaci e spontanei non vengono oggi più tollerati, dove si parla facilmente di “bimbo ipercinetico” o con il “Disturbo da Deficit Attentivo” (ADHD) dove viene facilmente classificata come malattia mentale. Quello che, un tempo, era un ragazzino vivace a cui bastava uscire a tirare due calci al pallone e correre a perdifiato in cortile per essere “guarito”, oggi allo stesso fanciullo vengono somministrati test su test, finendo poi per passare alla diagnosi ed al farmaco, Ritalin su tutti (dieci anni fa era fuori commercio in seguito al suo ritiro dal mercato italiano avvenuto nel 1989).
“Dieci anni fa – è scritto nella premessa alla nuova edizione – la prima edizione di Divieto d'infanzia lanciò un allarme sulla prescrizione di psicofarmaci nell'età infantile e adolescenziale. Oggi assistiamo a un continuo e progressivo incremento del consumo degli stessi da parte di tutta la popolazione mondiale”.
“Una decina di anni fa – scrive Gazzola – i mass media cominciarono ad ospitare articoli ed interviste che denunciavano il ritardo italiano nel curare i bambini ipercinetici, riferito soprattutto dalla scarsa disponibilità di psicostimolanti: il sollecito auspicò un intervento per evitare che questi soggetti diventassero 'aggressivi o tossicodipendenti' “.
Fortunatamente i docenti della scuola italiana non possono somministrare alcun tipo di farmaco. Anche perchè,come ricorda a più riprese l'autrice dell'intelligente libretto, la pedagogia e la clinica sono due ambiti contrapposti. “L'unico antidoto alla medicalizzazione – scrive Gazzola – è 'ritornare a insegnare' che oggi significa andare controcorrente rispetto a quei corsi di formazione, diventati 'scuola di metodo' , dove la parola 'pedagogia' scompare e si ritiene anacronistico (forse semplicemente scontato, ma ne segue una tragica dimenticanza!) il confronto con il pensiero ispirato a maestri del calibro di Rousseau,Pestalozzi, Froebel, Steiner, Tolstoj, Neill, Montessori, Malaguzzi, don Milani, Danilo Dolci, Mario Lodi, Gardner ecc... “. (d.p.)



Per errori o variazioni Scrivere a: info@tempidifraternita.it

codice fiscale - partita iva - registro imprese di Torino 01810900017
capitale sociale € 575
Appello:



Le adesionipuntino

La storia puntino
La redazione puntino
Abbonamentipuntino
Sito 2008 puntino
Letture consigliate puntino
Linkpuntino
 
 
Collaboratori WEBpuntino