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Franco Barbero FINALMENTE ALLO SCOPERTO marzo 1996

Mentre sostengo e firmo di tutto cuore l’appello dal popolo di Dio "Noi siamo chiesa", voglio sottolinearne lo spessore teologico e pastorale.

* Finalmente ci troviamo di fronte ad un documento che esprime, con felice sintesi e con rara lucidità, il cammino e l’impegno di moltissimi cattolici, uomini e donne. Per quanto si sia cercato di soffocare questo "esodo" da una chiesa di potere e di cristianità, il vento impetuoso di Dio non si è lasciato imbrigliare. La forza dell’evangelo è più viva che mai e costituisce una grande gioia poterlo constatare.

* Non si tratta di "istanze" o "richiesta" di esigue minoranze di credenti, come talvolta la gerarchia cattolica ha voluto far credere. L’appello "Noi siamo chiesa" sta affratellando molte componenti del popolo di Dio, unisce credenti di nazioni diverse e di varia sensibilità. Esso rappresenta un evento ecumenico di vastissima portata sul piano pastorale, dando vita ad una fitta "rete di comunicazione" ed esprime un orizzonte teologico propositivo e percorribile. Anzi, esso parte molto spesso da pratiche teologiche e pastorali già in atto in forza di una libertà evangelica che si è espressa senza né chiedere né attendere autorizzazioni gerarchiche.

* La rilevante dignità teologica del documento consiste, a mio avviso, nel coraggio di una riflessione che prende sul serio il vissuto degli uomini e delle donne di oggi (specialmente quelli e quelle sofferenti), la loro cultura, i loro bisogni, le loro ricerche. Nello stesso tempo l’appello rappresenta una singolare occasione per espellere dal volto e dal corpo della chiesa cattolica alcune brutture, parecchie nefandezze e alcune disumanità che offendono Dio perché calpestano la libertà e la coscienza dei Suoi figli e delle Sue figlie.

* L’impegno che firmando questo appello ci assumiamo è animato, a mio avviso, anche da un grande amore per la chiesa cattolica, un amore spesso deluso. Si spera ostinatamente che le rigidità strutturali, teologiche e pastorali della nostra chiesa possano e sappiano, con l’aiuto di Dio e mediante un attivo impegno di conversione personale, assumere dei lineamenti umani perché l’evangelo di Gesù non sopporta la disumanità.

* Se lasciassimo cadere nel vuoto questo appello perderemmo una grande occasione per riconciliare la fede e l’uomo moderno, la donna moderna. La chiesa cattolica, se continua a ribadire alcune sue posizioni disumane, rischia di emarginarsi dal cammino di liberazione, favorendo in molte persone una definitiva eclisse di fede.

Per questi motivi sono contento che la sede della mia comunità sia diventata, nel nostro territorio, uno dei punti di raccolta delle firme a sostegno dell’appello "Noi siamo chiesa".


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